Perché le gondole sono nere e quanto costa costruirne una a mano

C’è un particolare che rende le gondole veneziane immediatamente riconoscibili in qualsiasi fotografia: sono nere.

È talmente normale che viene quasi da non chiedersi perché. Eppure il nero della gondola non è semplicemente una scelta estetica, né nasce, come talvolta viene raccontato, dal desiderio di ricordare le vittime della peste.

La storia è molto più veneziana di così.

E, soprattutto, porta direttamente dentro gli squeri, i piccoli cantieri dove ancora oggi queste imbarcazioni vengono costruite e riparate.

Quando le gondole non erano tutte nere

La gondola non è sempre stata l’oggetto rigorosamente nero che conosciamo.

Per secoli le imbarcazioni dei veneziani più ricchi potevano essere decorate con grande sfarzo. Stoffe pregiate, dorature, rivestimenti e ornamenti trasformavano una barca destinata a muoversi quotidianamente per la città in una vera dimostrazione di ricchezza.

Per una Repubblica nella quale il prestigio sociale era strettamente legato alla posizione economica delle famiglie, la gondola era diventata anche un mezzo attraverso cui mostrarla.

La situazione cominciò a cambiare quando le autorità veneziane intervennero con provvedimenti contro l’eccessiva ostentazione.

A partire dal Seicento, il Senato impose restrizioni sempre più precise allo sfarzo delle gondole private. Nel 1609, secondo la ricostruzione storica riportata da fonti veneziane, il nero venne imposto come colore dell’imbarcazione.

La scelta aveva anche un vantaggio pratico.

Il nero non era affatto un colore estraneo alla costruzione nautica veneziana. La pece veniva già utilizzata per impermeabilizzare il legno e contribuiva naturalmente alla colorazione scura dello scafo.

Quindi la stessa sostanza che serviva a proteggere la barca contribuiva anche a darle quell’aspetto che sarebbe diventato il suo marchio più famoso.

E la peste?

È una delle spiegazioni più conosciute, ma non è quella storicamente documentata.

Secondo una leggenda molto diffusa, le gondole sarebbero diventate nere in memoria delle vittime della peste del Seicento.

Il problema è che non ci sono basi storiche sufficienti per sostenere questa interpretazione. La documentazione lega invece il colore nero ai provvedimenti contro il lusso e alla pratica già consolidata dell’impiego della pece.

È una di quelle storie che funzionano perfettamente come racconto e molto meno bene quando si va a cercare l’origine reale di una tradizione.

La vera spiegazione, del resto, è persino più curiosa: Venezia non rese nera la gondola per renderla più solenne.

La rese nera per togliere alla barca una parte della sua funzione di vetrina sociale.

Oggi una gondola non si compra come una barca qualunque

Il passaggio successivo è sorprendente.

Quanto costa, oggi, una gondola vera?

Non esiste un unico prezzo valido per tutte le imbarcazioni, perché entrano in gioco lavorazione, materiali, finiture e personalizzazioni. Le stime disponibili per una nuova gondola artigianale si collocano generalmente nell’ordine di 30.000-50.000 euro, mentre esemplari particolarmente elaborati possono raggiungere cifre superiori. Una fonte recente che ha visitato uno degli ultimi cantieri veneziani indica circa 45.000 euro come prezzo di riferimento, con possibilità di arrivare a circa 100.000 euro per esemplari molto personalizzati.

Il prezzo, però, diventa comprensibile soltanto quando si vede come viene costruita.

Una gondola tradizionale è composta da circa 280 pezzi e utilizza otto diversi tipi di legno, ciascuno scelto per caratteristiche differenti. Tra le essenze tradizionalmente impiegate figurano abete, quercia, ciliegio, olmo, noce, larice, tiglio e mogano.

Non è quindi semplicemente una barca di legno dipinta di nero.

È un insieme di elementi differenti, ciascuno inserito in una struttura nella quale dimensioni, elasticità, resistenza e peso devono funzionare insieme.

Cinquecento ore per una barca

Anche sul tempo di costruzione le cifre cambiano a seconda del cantiere e del tipo di lavorazione.

Una stima ricorrente parla di circa 500-600 ore di lavoro, distribuite nell’arco di diversi mesi. Altre testimonianze storiche arrivano a circa 600 ore per una gondola completa.

Questo significa che il numero di giorni sul calendario non coincide con il semplice conto delle ore.

Una gondola non viene necessariamente costruita da una sola persona che lavora senza interruzione fino a completarla. La lavorazione coinvolge diverse fasi e, per alcuni componenti, anche artigiani specializzati esterni al cantiere.

Il costruttore dello scafo è lo squerarolo. Altri mestieri intervengono, per esempio, sulla fórcola, sul remo e sulle parti decorative.

La costruzione è quindi un piccolo ecosistema artigianale.

Il legno deve diventare una gondola

La difficoltà non consiste soltanto nel tagliare i pezzi secondo una forma prestabilita.

Lo scafo deve assumere una geometria molto particolare, perché la gondola non è simmetrica. Le sue diverse parti vengono assemblate seguendo una logica costruttiva affinata nel tempo, con il legno che viene lavorato e adattato alla forma progressivamente.

È proprio questa fase a spiegare perché una gondola non sia facilmente assimilabile a una produzione industriale.

La sua forma non è soltanto il risultato di un progetto disegnato una volta per tutte.

È anche il risultato dell’esperienza dell’artigiano.

Il Metropolitan Museum ha documentato come la configurazione moderna della gondola sia il risultato di un’evoluzione avvenuta nel corso dei secoli, fino ad arrivare alla forma asimmetrica che conosciamo oggi.

Perché spendere decine di migliaia di euro per una barca così particolare?

Perché una gondola non è soltanto una barca da trasporto.

È un oggetto nel quale convivono architettura navale, falegnameria, tradizione veneziana e uso quotidiano. E, soprattutto, continua a essere costruita secondo una logica molto diversa da quella di un’imbarcazione prodotta in serie.

Il suo prezzo racconta quindi anche ciò che non si vede.

Racconta le ore di lavoro, la selezione dei legni, la competenza necessaria per curvare e assemblare lo scafo, le lavorazioni dei singoli componenti e il lavoro degli artigiani che realizzano fórcola, remo, ferro e finiture.

Persino il suo colore racconta qualcosa.

Il nero che oggi sembra appartenere da sempre alla gondola è il risultato di una storia fatta di regolamenti contro lo sfarzo, tecniche di impermeabilizzazione e trasformazione di un mezzo di trasporto in un simbolo della città.

E forse è questa la curiosità più interessante di tutte.

La gondola che oggi appare come uno degli oggetti più raffinati e costosi di Venezia nacque anche attraverso un processo opposto: togliere.

Togliere i colori, le dorature e l’ostentazione.

Lasciare il nero.

E lasciare che fosse la forma della barca, costruita pezzo dopo pezzo, a diventare l’ornamento più importante.

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